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Rimettere e tenere insieme il Paese

I nostri anziani non sono ancora al sicuro, eppure lo sono già tante persone giovani che si sono vaccinate in anticipo non rispettando le priorità pubblicamente dichiarate.
Priorità dettate dal senso di umanità e dalla razionalità connessa all’obiettivo di prosciugare prima possibile il bacino più colpito dal virus, costituito dagli anziani più fragili.
Come al solito la responsabilità è di tutti e di nessuno, ma in realtà è di ogni singola persona che ha interpretato e usufruito della norma in contrasto con con il suo spirito e le sue finalità.
Che classe politica e gruppi dirigenti emergono da un simile “fenomeno”? Ci sarebbe di che scoraggiarsi, ma non ce lo possiamo permettere.
Ognuno dà la sua risposta al perché si è verificata questa incongruenza, a conferma del fatto che il nostro problema è il cattivo utilizzo dell’autonomia che non permette di progettare con coerenza unificante il superamento degli squilibri, non solo territoriali, di cui soffre il Paese.
Diciamolo chiaramente e cerchiamo di esserne consapevoli: il dopo pandemia è già iniziato con il come si vive e si gestisce l’emergenza.
A cominciare dal fatto che ha rivelato l’impossibilità di ricostituire la normale dialettica democratica governo-opposizione, il che, in una democrazia parlamentare qual è la nostra, costituisce un problema, che il Presidente della Repubblica Mattarella ha ritenuto di risolvere, nel rispetto della Costituzione, con il “Governo di alto profilo” di cui l’Italia ha bisogno.

Ma per alto profilo si deve intendere la capacità di governare in positivo la triplice emergenza sanitaria economica e sociale con la volontà e la capacità di uscirne alla grande, con un Paese proiettato nel futuro, non a parole, ma con gli atti, le misure, le decisioni del presente e del giorno per giorno.
Al governo, a Draghi, non si devono chiedere miracoli e nemmeno scaricare responsabilità che riguardano tutti noi e tutte le istituzioni.
A chi governa il Paese in questa congiuntura storica e a Draghi in particolare, è giusto chiedere cose commisurate al perché si trova a Palazzo Chigi.
Cose straordinarie, certo, perché straordinaria è la situazione e straordinarie devono essere le risposte, i progetti, le opere, gli investimenti, la volontà di tramutarli in lavoro dignitoso, in rinnovamento/ricostruzione non solo economica ma anche civile e sociale.
Questo dobbiamo chiedere, perché di questo c’è bisogno. 
E se è vero che le parole pesano, quando sono pronunciate consapevolmente da chi ha l’onere e l’onore di rappresentare il Paese, il Draghi degli ultimi giorni lascia ben sperare e nel contempo riflettere, quando dà del dittatore a… un dittatore.
Erdogan  eletto dal popolo?  Si, e allora? Anche Hitler fu eletto dal popolo. Anche  Mussolini fu eletto dal popolo e legittimamente incaricato di formare il suo primo governo. 
La democrazia però è sostanza, non solo giusta e sacrosanta procedura è tecnica elettorale. Non si esaurisce il giorno delle elezioni e on attribuiscono a nessuno il potere di mandare all’ergastolo giornalisti che fanno onestamente il proprio lavoro, o di mancare di rispetto alla Presidente della Commistione europea, Ursula von der Leyen. 
Gran maleducato e arrogante, oltre che dittatore.
Perché fa scalpore dire una cosa così evidente?
Siamo sicuri che questo “fenomeno” non sia presente anche rispetto a giganteschi luoghi comuni che impediscono di andare al cuore dei problemi?
Io sono convinto che in economia e nel mondo del lavoro questo problema sia presente, ed è alla base della supina accettazione della precarietà  che si fa passare per flessibilità e di cui i lavoratori, i giovani e le donne in particolare, sono le principali vittime.
L’altra “uscita” positiva di Draghi riguarda il rimprovero chiaro nei confronti delle persone che scavalcano la fila, a danno, talvolta irreparabile, degli anziani più fragili.
Insomma, l’Italia non si ricostruisce solo con i soldi.
Serve uno slancio corale anche di altro tipo.
Ben vengano quindi figure credibili e comportamenti esemplari, come quelli di  Mattarella e Draghi che si sono vaccinati quando è arrivato il loro turno.
L’Italia deve essere, sia rimessa, che tenuta insieme: questo dev’essere l’obiettivo/scopo del governo Draghi.
L’alto profilo, come la democrazia, non è, non può mai essere qualcosa di scollegato dai contenuti, dalla vita delle persone, dai loro diritti e tra questi quelli fondamentali della Salute e del Lavoro che devono camminare insieme.
No, all'alternativa tra salute e lavoro. No, all'alternativa tra precarietà e disoccupazione.
Sì ad un nuovo modello di sviluppo che promuova l’economia circolare e la piena occupazione.
Dall’oggi al domani? Certamente no.
Ma l’inversione di tendenza è un problema dell’oggi, del qui ed ora, altrimenti il futuro sarà sempre più astratto.
Ormai siamo vicini al momento delle scelte che daranno una direzione allo sviluppo.
Solo queste ci diranno se il Governo Draghi è di alto profilo come la parte migliore del Paese chiede e si aspetta, nell’interesse di tutti, nessuno escluso. Nessuno.

G.G.