PRIMOMARZO 2010: Insieme per i diritti e la Costituzione
Questa giornata di mobilitazione degli immigrati e per gli immigrati coincide con altre manifestazioni di protesta e proposta che mirano a contrastare il declino dell’Italia, evidente in ognuno dei suoi aspetti essenziali: Lavoro, Scuola, Servizi Sociali e Assistenziali, Informazione, Criminalità economica e relativo inquinamento delle Istituzioni, xenofobia e razzismo anche istituzionale, Decreti e Ordinanze per aggirare i controlli, Leggi su misura per garantire immunità a chi sperpera il denaro pubblico e ne abusa, e viceversa per punire severamente e incarcerare persone disagiate ma non realmente criminali.
Il reato di immigrazione clandestina, nel quale può incappare la più brava ed amabile delle persone, magari soltanto perché perde il lavoro (come in tempo di crisi può facilmente avvenire), è la dimostrazione più evidente di questa cattiveria istituzionale.
In questa giornata di sciopero/mobilitazione, che può rappresentare una svolta nel modo di affrontare il complesso problema dell’immigrazione e degli immigrati, protesta e proposta vanno di pari passo, in collegamento con la realtà generale del paese e del “momento” che attraversa.
In aggiunta agli insuperabili problemi di principio, che trovano risposta solo nei diritti finalizzati alla cittadinanza, questa giornata mira a far capire l’importanza del lavoro e dei lavori degli immigrati ai fini del funzionamento di determinati servizi di carattere sociale, umano e assistenziale, nonché del funzionamento e dello sviluppo del paese, che ne ha e ne avrà bisogno anche in futuro.
I circa 4 milioni e mezzo della popolazione (7%), rappresentano l’equivalente della quarta/quinta regione italiana e del 10% del Pil nazionale.
È evidente che il mancato riconoscimento dei diritti degli immigrati, in Italia coincide con il generale arretramento dei diritti di tutti i cittadini e dei lavoratori e con le evidenti responsabilità del liberismo nelle degenerazioni che sono emerse e stanno emergendo in campo economico e finanziario, anche in virtù dell’indebolimento del controllo pubblico.
In questo senso la battaglia per i diritti degli immigrati coincide con la difesa della nostra Costituzione, che li prevede e li tutela attraverso il fondamentale principio di uguaglianza, sul quale si fondano la cittadinanza, la democrazia e la libertà.
Ecco perché non si può non partecipare alle manifestazioni del “popolo viola” che la difende attivamente, raccogliendo il meglio della società civile, per impedire che vada a compimento il progetto berlusconiano di negarla nella prassi con misure e provvedimenti chiaramente incostituzionali finalizzati allo stravolgimento finale e formale.
Questo è il principale problema politico che si riflette negativamente su tutti i cittadini italiani e rende più faticosa l’integrazione degli immigrati, che comunque va avanti perché l’umanità è più forte dei pregiudizi, come dimostra la storia del nostro paese.
Nella seconda parte del novecento, milioni e milioni di persone provenienti da altre regioni, abitudini e condizioni di vita, si sono progressivamente integrate nel triangolo industriale del paese (Milano, Torino,Genova), realizzando una esperienza preziosa che costituisce un esempio per quanti l’integrazione la vogliono perseguire veramente, alla luce delle condizioni attuali.
Qualche anno fa i leghisti proponevano che solo i consigli comunali potessero autorizzare la residenza degli italiani del sud che si trasferivano nelle regioni del nord, e che i concorsi pubblici dovevano essere regionalizzati. Chissà se arrivano a concepire che un bel giorno una persona con radici africane o asiatiche possa trovarsi in un’aula di giustizia, nella veste di giudice.
Cioè a concepire la più naturale delle cose in una società già multietnica, in evoluzione, che accoglie e integra le “nuove” diversità, in aggiunta a quelle che sono sempre esistite e sempre esisteranno all’interno del nostro paese e dell’Europa, se per tali intendiamo tutto ciò che rientra nella sfera delle libertà individuali, delle appartenenze collettive e religiose, delle tradizioni, degli usi e dei costumi.
Come si può non condividere la campagna de “i diritti alzano la voce” che tende a richiamare l’attenzione delle istituzioni, della politica e dei cittadini sul grave arretramento della condizione sociale di milioni di persone, che il 27 febbraio ha fatto sentire la sua voce in molte città italiane?
Emerge sempre più chiaramente che il problema di fondo non è la lotta (artificiale, di bassa lega...) tra italiani e stranieri -come ieri non lo era tra immigrati meridionali e già residenti-, ma tra chi vuole ridurre diritti e spazi di libertà, a tutti, e chi, come noi, ritiene che il solo modo di fare integrazione è quello dei diritti uguali, della democrazia e della libertà, che prevede (eccome!) anche i doveri uguali, senza i quali prevale il libero arbitrio e la legge del più forte.
Il rispetto della legalità è fondamentale per un paese come il nostro che soffre di una endemica criminalità che costituisce il problema di fondo delle nostre arretratezze strutturali.
Fare integrazione non è facile per nessuno, ma essa è necessaria e comunque va avanti. Se basata sul principio di responsabilità essa comporterà meno problemi e maggiori benefici.
Se prevale il calcolo elettorale che spinge a considerare conveniente seminare paura e ostilità, anche attraverso la manipolazione dell’informazione, come sta avvenendo in Italia, i costi umani e sociali saranno inevitabilmente maggiori.
Vedremo quale sarà il risultato di questa giornata di mobilitazione, alla quale come UILTuCS Lombardia diamo il pieno e convinto sostegno, così come lo diamo a tutte le manifestazioni autenticamente unitarie che si propongono la difesa della Costituzione e della coesione sociale.
Dobbiamo contrastare i pregiudizi e i luoghi comuni, gli stereotipi infondati e le divisioni precostituite che mortificano l’intelligenza umana, obbligando le persone a schierarsi senza ragionare e analizzare.
Siamo una organizzazione sindacale che nemmeno per un momento dimentica i suoi compiti e le sue priorità, ma non cade nel tranello della falsa autonomia che si traduce in equidistanza rispetto ai contenuti.
Questi, oggi, in Italia, in termini di valori e diritti, di benessere materiale, morale e spirituale, di democrazia e libertà, sono minacciati da una parte politica ben precisa corrispondente all’attuale governo.
Esso, e non altri, con la paura e con la manipolazione dell’informazione tenta sistematicamente di dis-orientare l’opinione pubblica.
Per questa ragione è importante rilanciare la partecipazione consapevole dei singoli e delle organizzazioni che operano nel sociale, promuovere cultura e relazioni umane in grado di far capire che la convivenza si può e si deve realizzare nell’interesse presente e futuro di tutti, investendo in “sicurezza sociale”, nella scuola e nei quartieri, trasmettendo messaggi rasserenanti piuttosto che minacce e offese.
Certo che serve fermezza e determinazione nei confronti della criminalità e anche nei confronti di comportamenti che criminali non sono ma rientrano nella sfera della cattiva educazione che infastidisce i cittadini che amano il decoro, la pulizia e l’ordine.
Una ragione di più per “aggredire” l’una e gli altri a tutti i livelli, con misure, investimenti e politiche che creano integrazione effettiva.
Da questo punto di vista l’Italia ha un patrimonio storico e una memoria in grado di farci capire qual è la via da seguire per integrare gli immigrati e formare nuovi cittadini che in via naturale un giorno si sentiranno italiani/europei, come i figli che nascono qui, magari da incontri e matrimoni con un/a italiano/a.
Da che mondo e mondo, è la pretesa di essere superiori agli “altri”, la matrice della violenza. Ed è il sentirsi superiori il primo segno di inciviltà.
L’Italia, per altro, anche in virtù della sua lunghezza e della sua posizione geografica, è un paese con diverse radici storiche e culturali.
Il fatto che siano lontane nel tempo, dimostra che i popoli e le persone sono sempre in movimento. Oserei dire... in cammino.
Giovanni Gazzo
Presidente UILTuCS Lombardia
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 28 Febbraio 2010 21:39 )


