L'adesione a PREVICOOPER è volontaria ed è riservata:
a) ai lavoratori dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con contratti a termine di durata superiore a tre mesi, con contratto di apprendistato:
- delle imprese rientranti nella sfera di applicazione del CCNL della distribuzione cooperativa;
- delle imprese o rilevanti rami di azienda, acquisiti da parte di imprese della distribuzione cooperativa, nei limiti di cui all’allegato 5 del CCNL sottoscritto in data 3/12/94 e successive modifiche e/o conferme;
- delle aziende di cui agli accordi stipulati in data 2 luglio e 9 settembre 1998 dalle associazioni cooperative (ANCD Lega - Federconsumo CCI) e dalle Organizzazioni Sindacali (Filcams - CGIL, Fisascat - CISL, Uiltucs - UIL ).
b) ai lavoratori dei settori “affini” i cui CCNL siano stipulati dalle stesse organizzazioni sindacali dei lavoratori che stipulano il CCNL che istituisce il Fondo. Detti lavoratori possono aderire sulla base di accordi collettivi nazionali di lavoro stipulati per ciascun settore tra le citate organizzazioni sindacali dei lavoratori e le rispettive organizzazioni imprenditoriali di settore.
Per settori “ affini “ si intendono quelli disciplinati dai CCNL relativi a :
- Dipendenti di amministratori di condominio;
- Lavoratori domestici;
- Lavoratori dipendenti studi professionali;
- Dipendenti studi professionali tecnici e società operanti nel settore;
- Dipendenti di istituti di vigilanza privata;
- Dipendenti da farmacie private;
- Dipendenti da aziende farmaceutiche speciali;
- Dipendenti da proprietari di fabbricati.
c) ai lavoratori dipendenti dai soggetti sottoscrittori del CCNL per i dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa, previa stipula di apposita fonte istitutiva
E’ possibile avere maggiori informazioni all’indirizzo link al sito www.previcooper.it


Fon.Te. è il fondo di previdenza complementare costituito da Filcams, Fisascat e UILTuCS e Confcommercio e si applica ai dipendenti dei contratti Commercio e Turismo. Nasce dal contratto collettivo nazionale di lavoro del terziario della distribuzione e dei servizi attraverso l'accordo del 29 novembre 1996, sottoscritto dalle predette organizzazioni. Con l'accodro collettivo nazionale di lavoro del 22 gennaio 1999, stipulato da Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, Filcams, Fisascat e UILTuCS ha aderito a Fon.Te. anche il settore turismo.
Dal primo gennaio 2011 Fon.Te.  è il Fondo pensione di riferimento dei lavoratori destinatari dei CCNL compresi nel campo di applicazione del Fondo Pensione Marco Polo (CCNL Turismo, Terziario, Distribuzione e Servizi sottoscritto da Confesercenti e le Organizzazioni sindacali ed  il CCNL  Agenzie Immobiliari);
I contributi versati, al netto della quota associativa trattenuta al momento del versamento, sono investiti in strumenti finanziari (azioni, titoli di Stato e altri titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento), sulla base della politica di investimento definita per ciascun comparto. La gestione del patrimonio è affidata a società specializzate selezionate sulla base di una procedura svolta secondo le regole dettate dalla Covip. I gestori sono tenuti ad operare sulla base delle politiche di investimento deliberate dal consiglio di amministrazione. Al momento del pensionamento il lavoratore potrà percepire una prestazione pensionistica che andrà ad aggiungersi a quella pubblica; tale prestazione potrà essere erogata sotto forma di capitale fino al massimo del 50% della posizione individuale maturata presso il Fondo, mentre il montante residuo verrà convertito in una rendita vitalizia.
In alcuni casi previsti dalla legge (acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sè o per i figli, spese sanitarie) è possibile richiedere una anticipazione sulle somme accumulate fino al 75% della propria posizione. Qualora il rapporto di lavoro si interrompa prima del pensionamento, l'iscritto avrà diritto al riscatto di quanto maturato oppure al trasferimento presso un altro Fondo Pensione.
E’ possibile avere maggiori informazioni all’indirizzo link al sito www.fondofonte.it

Se avete bisogno di assistenza, per voi e per i vostri colleghi, in merito alla Previdenza complementare (Fon.Te. e fondi similari), Assistenza sanitaria integrativa (Fondo EST e fondi similari) o Sicurezza sul Lavoro (su normativa D.Lgs 81/2008), vi potete rivolgere, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, al seguente numero telefonico:


  • Tel.: 02-7606791 c/o UILTuCS Lombardia 
  • Fax: 02-760679311 c/o UILTuCS Lombardia
Lo Sportello ha sede in Via Salvini 4, 20122 Milano, presso il Centro servizi sindacali. Si riceve su appuntamento.
Se desiderate porre un quesito via mail agli operatori di sportello, inviate i quesiti all'indirizzo:
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Ho letto con curiosità il resoconto del convegno sul Welfare Contrattuale tenutosi a Parma il 3 novembre 2011 sul mensile della UILTuCS Lombardia “Area Sindacale” di dicembre 2011: diversi spunti importanti sono emersi in quel convegno, spunti derivanti da quelle idee fondanti del sistema integrativo dei fondi che, in un contesto appropriato, risultano più che validi.
Vorrei integrare, se mi è permesso, tale resoconto con un po' di considerazioni oggettive derivanti dall'esperienza sul campo negli sportelli di assistenza maturata in questi anni. Considerazioni di carattere qualitativo che, a partire dai dati numerici enunciati nel predetto articolo, guardano al fenomeno nel più ampio contesto e alle opportune strategie da abbinare.
Anzitutto i numeri degli iscritti ai fondi. È chiaro che non ci possono soddisfare le cifre attuali: su 4 milioni di dipendenti del settore terziario, meno di 250.000 iscritti testimoniano una difficoltà di carattere strutturale del sistema della previdenza integrativa (questo vale anche per gli altri settori di lavoro); queste difficoltà strutturali riguardano certamente il comportamento di molte aziende, soprattutto le medio-piccole ma anche un non sufficiente impegno a sviluppare tale tematica da parte delle aziende della grande distribuzione; ma il dato riflette anche la difficoltà strutturale dei sindacati nel radicamento nei luoghi di lavoro, che certamente non potrà essere sviluppato e recuperato se non a partire dalle organizzazioni stesse, da una loro revisione strutturale e organizzativa, e da un investimento concreto sul futuro, sia da un punto di vista generazionale che da un punto di vista della qualità della formazione, anche politica e non solo tecnica, dei funzionari.
Predominante diviene quindi il ruolo della strategia connessa alle tematiche del Welfare contrattuale: quali parole d'ordine usare? Quali modalità comunicative attuare con i lavoratori?
È chiaro che chiunque si occupi di questa tematica in maniera adeguata non può trascurare i restanti aspetti che determinano le scelte collettive dei lavoratori, le loro difficoltà a recepire messaggi tecnici complessi, e le esigenze immediate che essi hanno nella loro vita quotidiana.
È quindi vero, come affermato nella relazione predetta, che i giovani sono iscritti in misura inferiore alle aspettative, solo il 17%, ma occorre anche tener presente che sono proprio i giovani a pagare il dazio più pesante di una strategia ormai ventennale di precarizzazione e quindi di ribasso di costo del lavoro nel paese. Spesso poi per un giovane con contratto a progetto, o in stage, è pressoché impossibile entrare nel sistema di previdenza complementare, visto che non esiste nemmeno la voce “TFR” in questi tipi di contratto.
Per non parlare della questione salariale, che riguarda tutti i lavoratori, giovani e meno giovani, che si vedono, di fronte alle ripetute e sacrosante richieste sindacali della detassazione in busta paga, perdere sempre più potere d'acquisto: situazione dovuta sia per un difficile controllo sui prezzi in un sistema, come quello italiano, poco fluido in termini di concorrenza nei settori di consumo e invece molto dogmatico e privatistico nei settori dei servizi pubblici al cittadino, sia per una insufficiente rivalutazione salariale a fronte di questi problemi economici strutturali. Come possono quindi i lavoratori e le lavoratrici, con una diminuzione del potere d'acquisto e con sempre più frequenti richieste di liquidazione ai fondi per la carenza di liquidità (come mi capita di verificare nell'assistenza concreta degli iscritti al fondo pensione Fon.Te.) incrementare i contributi volontari da versare sulla posizione? Peraltro ben sapendo che la stragrande maggioranza dei dipendenti di medio livello con contratti a tempo indeterminato o determinato sono comunque solo maggioranza relativa rispetto alla miriade di contratti atipici presenti nel nostro settore.
Di fronte a queste grandi problematiche, il sindacato ha il dovere di affiancare, assieme alle analisi tecniche sull'applicabilità del Welfare contrattuale, un'azione incisiva, che sia tale sia in sede di rivendicazione contrattuale e programmatica (riduzione dei contratti atipici, limitazione della flessibilità con obiettivo di formazione e inserimento stabile nel mercato del lavoro, incremento del potere di acquisto dei salari) che in sede di applicazione tecnica - cioé spiegare e diffondere le possibilità della previdenza integrativa, e i vantaggi derivanti dall'assistenza sanitaria integrativa – senza però dare illusioni salvifiche in assoluto, poiché la complessità dei temi trattati per alcune persone con problemi immediati nella quotidianità lavorativa rischia di essere controproducente. 
La previdenza complementare, se vuole essere, da strumento quale è, un concreto aiuto al tenore di vita delle persone in una situazione di crisi economica come questa, dovrà essere potenziata nelle sue agevolazioni fiscali. I sindacati dovrebbero incominciare a stilare una piattaforma rivendicativa anche su questo tema. Nel frattempo occorre implementare certamente l'attività di promozione ed iscrizione ai fondi, e come UILTuCS abbiamo una grande occasione, qua in Lombardia: la possibilità data dall'avere degli sportelli di assistenza integrati nell'organizzazione, a disposizione dei funzionari, utili per rafforzare l'attività del nostro sindacato nelle aziende dove siamo presenti, e con possibilità di diffusione anche laddove non vi è presenza sindacale.
Luca Rodilosso

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