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Buon voto con fiducia nella democrazia

Ormai ci siamo, dobbiamo solo vedere cosa deciderà il Presidente della Repubblica alla luce di quello che gli diranno e faranno le forze politiche che ritengono di aver vinto le elezioni, ciascuno a modo proprio.
Oggi è sabato 24 settembre, possiamo solo augurarci Buon voto e buona partecipazione, nonostante la brutta campagna elettorale, influenzata dalla “folle” decisione di mettere in crisi un governo che, nella situazione data, stava, come ancora sta, proteggendo l’Italia dalle gravi minacce esterne.
Situazione non facile, anche per gravi ingerenze che, da tempo, condizionano la vita politica italiana e nulla hanno a che vedere con gli interessi e la sicurezza dei cittadini italiani.
Il peggio che può capitarci è di essere governati da chi ci ha già “governati” nel modo che sappiamo, ma il contesto e le premesse sono molto più pericolose e tali da giustificare la “misurata” preoccupazione sul prossimo futuro, presente non solo in Italia.
Il giorno di chiusura della campagna elettorale, venerdì 23 settembre, è coinciso con il ritorno in piazza dei giovani del movimento Friday for Future che si battono per la giustizia climatica e sociale, quasi a rimarcare lo scarso e generico interesse della politica su questo tema decisivo.
Un tema/problema per affrontare il quale servono competenze, visione e slancio ideale, accompagnate dalla consapevolezza che siamo di fronte a una urgenza che richiede sguardo lungo e progettualità conseguente, unitamente al fare immediato.
Tutto, tranne che il genericismo e il modo di contendersi il potere di vecchio stampo, che produce l’esatto opposto, ovvero il navigare a vista, con visuale ridotta, senza sapere dove andare.

L’appello degli scienziati per mettere in Agenda il risanamento climatico rimane a futura memoria, intanto è stato sommerso da un mare di parole senza proposte, salvo qualche eccezione, contrariamente a quanto hanno fatto le giovani leaders di questo movimento che alla proteste adesso fanno seguire anche le proposte.
Forse anche ingenue, ma pur sempre interessanti e più serie delle “sparate”, anche last minute, di molti politici che non sanno fare discorsi ma solo battute per conquistarsi titoli e notorietà.
A mio parere c’è di che sperare da questi giovani, ai quali manca un po' di esperienza ma non la visione e la capacità di individuare, nel modello di sviluppo che assolutizza il profitto, la causa della crisi ecologica e sociale.
Queste ragazze e questi ragazzi rappresentano la coscienza di un possibile futuro sostenibile che fa leva sul presente, sulle cose da fare senza perdere tempo, a beneficio immediato di tutti e di chi ha più bisogno, a partire dalla produzione e messa in comune di energia pulita per abbattere il costo delle bollette.
Come può un grande Paese come il nostro affrontare i prossimi mesi che includono le due stagioni più fredde dell’anno, con una politica ridotta a pezzi, ciascuno dei quali cura se stesso e non comunica con gli altri, se non per convenienza?
Il problema non riguarda solo la maggioranza di governo che, sulla base dei risultati, il Presidente della Repubblica verificherà prima di dare l’”incarico” a qualcuno.
Il Paese va messo in sicurezza.
La composizione del governo dev’essere oculata e condivisa per quanto riguarda i ministeri strategici, a tutela degli interessi nazionali e dei cittadini, cosa impossibile da realizzare se viene messa a rischio la democrazia.
La quale, è bene ribadirlo continuamente, soprattutto in momenti particolarmente importanti, non è un riferimento indistinto che si esaurisce con le elezioni, ma sostanza che impone a chi le vince di rispettarne i vincoli, la natura e lo spirito.
Esattamente il contrario di ciò che fece il berlusconismo con le leggi ad personam e una serie di schifezze note in tutto il mondo, pari alla sconcertante dichiarazione secondo la quale “Putin voleva sostituire Zelensky con un governo di persone perbene”.
Sì, come lui che, senza colpo ferire, voleva andare al posto di Mattarella.
E non dovremmo essere preoccupati da simili uscite che sono più vere e genuine di 1000 discorsi?
Non provengono dagli stessi soggetti che hanno tentato di “cambiare” la Costituzione anziché rispettarla e applicarla?
Non sono quelli che proponevano e ancora ripropongono una “autonomia differenziata” che farebbe più male che bene all’Italia e ai suoi cittadini?
Non sono quelli che propongono tre sconsiderate flat tax?
Nell’Europa democratica i governi nazionali sono inevitabilmente di coalizione, sarà così anche in Italia, ma essere democratici concretamente -non da “repubblica delle banane” che deve solo stabilire chi ha vinto e chi ha perso-, presuppone l’accettazione del rapporto necessario tra Italia ed Europa.
Come lo è quello tra una regione d’Italia e lo Stato.
Qualcuno può sostenere a ragion veduta che i trattati da cui è nata l’attuale Unione europea sono nati al di fuori del processo democratico?
La propaganda non va bene neanche in campagna elettorale, figuriamoci quando si governa e ci si deve rapportare con altri Stati all’interno di istituzioni condivise di cui l’Italia è socio fondatore.
Pensare di difendere gli interessi nazionali battendo i pugni sul tavolo non è mai servito a niente, piuttosto a ottenere l’effetto contrario.
Occorre farlo a testa alta, questo sì, ma da Paese consapevole della propria “condizione”, che in Europa non ha nemici o avversari, se non quelli che coltivano un’idea illiberale della democrazia, con i quali bisogna essere chiari e conseguenti.
Stare un po’ di qua e un po di là, su questioni dirimenti, non è accettabile.
Il Sindacato è la casa di tutti i lavoratori, ci rapporteremo correttamente nei confronti di qualsiasi governo, ma a partire sempre dalle nostre posizioni, dalla nostra piattaforma, dai nostri ideali che non sono in vendita.
Io personalmente voterò per il Partito democratico, sto seguendo con molto interesse la maturazione politica di Elly Schlein che, ne sono convinto e glielo auguro con tutto il cuore, diventerà una autentica leader del movimento progressista e ambientalista in Italia e in Europa.
Buon voto (riflessivo) a tutte e tutti.

G.G.