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A difesa e per lo sviluppo della democrazia

Tutto il mondo democratico si è sentito minacciato e offeso dal comportamento costantemente aggressivo e, infine, di istigazione alla violenza di un presidente che ha tentato di rimanere aggrappato al potere, imbrogliando le carte in tavola dopo aver accusato gli avversari politici di averlo fatto, nonostante ogni evidenza contraria.
Quello che è successo in America non riguarda solo i cittadini americani, ma il futuro della democrazia nel mondo.
In definitiva, si tratta della lotta incessante tra il progresso umano e la barbarie che si veste di fanatismo e razzismo, con “teorie” a supporto che lo giustificano.
Abbiamo assistito al comportamento tipico di un fascista bell’e buono, che però va analizzato e fronteggiato come fenomeno storico che lo precede, va oltre e costituisce una minaccia per la democrazia sostanziale. Intesa nel suo inestimabile valore di uguaglianza nei diritti basilari di tutti i cittadini, di apertura all’universale che accomuna e affratella i popoli nella diversità intesa come ricchezza e amicizia.
L’opposto del razzismo e della contrapposizione precostituita, che spacca i popoli e li mette gli uni contro gli altri a solo beneficio di supposti leader, invasati e assetati di potere fino al punto di concepirlo come terreno di conquista con qualsiasi mezzo.
In un modo o nell’altro Trump uscirà dalla casa Bianca, ma il trumpismo, il sovranismo e il populismo demagogico, accomunati e apparentati contro il progresso umano, ci sono e continueranno a suonare le loro campane contro, contro e contro.
Contro che cosa in definitiva? Contro la democrazia e le Costituzioni sulle quali spergiurano, quando assumono incarichi di governo.

Patria.
Che cos’è la Patria, che il compianto Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rivalutò, facendo capire in tutti i modi che è il sentimento opposto a quello dell’odio, delle discriminazioni e del sentirsi superiori ad altri? 
Quando Trump definisce patrioti gli invasati sovversivi che, da egli stesso istigati, hanno assaltato il Congresso, non fa altro che tradire la sua Patria e la Costituzione sulla quale ha solo ritualmente giurato.
Certo, e qui arriviamo al punto che ci riguarda da vicino, c’è modo e modo di governare e di affrontare le crisi, di dare o non dare risposte ai problemi delle persone, di rispondere ai bisogni e all’assistenza senza mortificare il merito, il prezioso spirito di iniziativa e la creatività.
Il 2021 si prevede come anno di ripresa e rilancio, e ciascuno deve fare la sua parte perché questo obiettivo sia raggiunto al massimo livello possibile, ma dentro queste definizioni convenzionali ci sono enormi problemi che riguardano milioni di persone e famiglie alle prese con il problema del lavoro, del reddito, del welfare e dei servizi che, nel nostro Paese, sono fattori di squilibrio e anche di palese ingiustizia sociale.
Quelli che sanno solo strumentalizzare e cavalcare il malessere sono in servizio permanente. 
Sono quelli che utilizzano la democrazia per andare al governo, ma poi la svuotano dei suoi contenuti reali. Impoverendone i pilastri fondamentali: il lavoro, i lavoratori, la loro libertà e dignità, i diritti civili, la parità di genere e, in tutte le versioni in cui si materializza in giustizia, anche il merito, moralmente inteso.
Facciamo diventare memoria fresca, che si aggiunge alla memoria storicamente intesa, i 4 anni di trumpismo che si è tentato di mettere in connessione con la brutta e illiberale destra presente in Europa e anche in Italia.
Illiberale significa antitetica anche al sindacalismo non subalterno ai partiti e ai governi, vincolato solo ai suoi valori ideali e alla sua progettualità storica.
Perciò difendere e sviluppare la democrazia significa essere per il lavoro, come pilastro della libertà e della dignità umana, anche attraverso la libertà sindacale e la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e allo sviluppo economico.
Abbiamo mai sentito parlare i cosiddetti sovranisti di questi problemi?
No, perché a loro gli equilibri di potere vanno bene così, anzi, e lo dimostrano tutte le volte che vanno al potere, li consolidano. Li abbiamo mai sentiti parlare di sviluppo sostenibile, di lotta al precariato e democrazia economica tramite la partecipazione dei lavoratori? 
Difendere e sviluppare la democrazia è l’imperativo attorno al quale si potrà misurare la riconversione economica concepita dall’Europa attraverso il Recovery fund e dall’Italia attraverso il suo Recovery plan.
I politici che non hanno preso le distanze dal Trump definitivamente e inequivocabilmente eversivo non ci hanno fatto una gran bella figura.
Non ne parliamo di quelli che sono andati in giro con una mascherina tanto ridicola quanto rivelatrice.
E che dire della più vecchia politica italiana, che ha tentato di far passare Trump come quello che ha mandato a casa gli estremisti violenti suoi sostenitori?
Quando, agli occhi del mondo, è invece quello che li ha istigati e perciò responsabile morale dei 5 morti, tra cui un poliziotto.
Altro che law and order.
Un traditore della legge e di quell’ordine costituito che aveva il dovere di rappresentare e difendere.
Basta con la tolleranza verso gli intolleranti che vogliono affermare con la violenza i disvalori da cui ci siamo liberati per costruire un futuro di sviluppo e di pacifica convivenza tra tutti gli esseri umani.

G.G.


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