Quale futuro per Coop Lombardia?

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Alla fine del 2019 Coop Lombardia ha disdetto il contratto integrativo aziendale (CIA) per i suoi circa 4,300 addetti con proroga fino al 31 marzo.

31 marzo 2020: la disdetta è definitiva, non ci sono più possibilità di proroghe, i rapporti sindacali sono al minimo storico.

Il CIA che la cooperativa ha disdetto unilateralmente il 31 dicembre scorso conteneva una serie di vantaggi per i lavoratori tra cui le pause retribuite, il trattamento del lavoro domenicale e festivo, gli straordinari e il premio di risultato.

Coop inizialmente ha rifiutato l’apertura ad una trattativa con i sindacati, motivando questo provvedimento con il calo delle vendite e l’andamento di diversi punti vendita in regione, in un contesto saturo e dove il format ipermercato continua a perdere terreno. Inoltre, l’azienda lamenta un ulteriore peggioramento dell’assenteismo, che rispetto ad altri concorrenti sul territorio risulta maggiore.

Aprile 2020: la Cooperativa entra in una nuova fase applicando un regolamento unilaterale disponibile per tutti i lavoratori sul portale online di Coop Lombardia.

 

Se cerchiamo su qualsiasi vocabolario il significato di “unilaterale” la definizione standard è la seguente: “relativo ad un solo lato”. Un regolamento unilaterale è quindi un contratto che fa sorgere obblighi in capo solo a una o ad alcune delle sue parti.

Questa definizione entra in forte contrasto con quella che dovrebbe essere l’essenza di Coop Lombardia ovvero una cooperativa.

La cooperativa è basata sui valori dell’uguaglianza dei diritti, della democrazia, della solidarietà, della responsabilità individuale, dell’equità. Secondo il dettato dei propri Padri fondatori, le Cooperative si ispirano all’etica del lavoro, dell’onestà, del rispetto degli impegni, della responsabilità sociale.

Coop Lombardia nella sua carta dei valori asserisce: “Il lavoro è uno degli elementi fondamentali dell’impresa cooperativa. Per questo la cooperativa assicura ai suoi lavoratori pari opportunità, condizioni di lavoro eque, rispetto della dignità personale, valorizzazione delle capacità professionali nonché adeguata formazione e coinvolgimento. Chi lavora nella cooperativa, qualsiasi funzione svolga, contribuisce a realizzare la sua missione e ne è direttamente testimone verso il corpo sociale. Per questo è valorizzato il senso di responsabilità di ognuno e la capacità d’essere parte attiva per il migliore servizio ai soci e ai clienti.”

L’impegno di Coop Lombardia è quindi quello di continuare ad assicurare ai suoi lavoratori delle tutele, un clima di lavoro facilitante che permetta al dipendente di sentirsi parte di una realtà. Questa è la differenza che Coop ha sempre avuto rispetto a tutte altre realtà della grande distribuzione organizzata e non può assolutamente perderla. La disdetta del CIA, da parte della cooperativa, è sicuramente stato un evento che ha creato una frattura tra Coop e i suoi dipendenti generando un disequilibrio della connessione che si era costruita sulla base dei valori che hanno da sempre contraddistinto l’essenza della cooperativa.

“Siamo tutti interconnessi”, questa espressione dovrebbe far nascere una nuova prospettiva verso il futuro perché volenti o nolenti facciamo tutti parte di un sistema. Molto spesso si tende infatti ad amplificare la differenza tra i diversi ruoli che possono essere attribuiti ai dipendenti all’interno di qualsiasi realtà lavorativa, dimenticando che ogni organizzazione è un sistema che ha come fine un obiettivo comune. La realtà si struttura secondo delle gerarchie di sistemi, dove ogni livello di sistema si colloca all’interno di uno più ampio. Anche l’ultimo pezzo di ogni puzzle risulta quindi fondamentale per raggiungere uno scopo.

Ogni fenomeno che si verifica in qualsiasi realtà, anche quelle lavorative, non può e non deve essere considerato come un evento a sé stante, ma deve essere considerato nella globalità della relazione di cui fa parte.

Ogni membro influenza quindi gli altri ma è anche influenzato a sua volta dagli eventi.

Per questa ragione Coop deve cercare di ponderare le sue decisioni che andranno ad influenzare la realtà di molti dipendenti e, che a loro volta, influenzeranno il futuro della cooperativa.

Un sistema, ad esempio quello che è rappresentato da Coop Lombardia, sembra in alcune circostanze aver perso il suo equilibrio, a causa di stimoli provenienti dall’interno o dall’esterno del sistema stesso, o a causa di fenomeni che non gli permettono di evolvere in una nuova prospettiva. È proprio in questa fase che bisogna saper individuare il problema che genera il disequilibrio e cercare delle soluzioni efficaci, creando delle nuove strutture e dei nuovi significati, che permettano al sistema di superare la crisi e di riorganizzarsi in un modo funzionale.

L’obiettivo della cooperativa dovrebbe essere quello di trovare una nuova stabilità, che promuova un funzionale rimodellamento del suo sistema in generale e dei singoli dipendenti in particolare, in cui sia possibile crescere, acquisire competenze e stima di sé stessi insieme creando così un nuovo equilibrio funzionale sia a Coop e sia ai suoi lavoratori che la costituiscono e contribuiscono alla sua stabilità.

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