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Figli e figliastri, confusi e “forti” con i deboli

Nel contesto europeo il governo in carica ha già sperperato in poche settimane la credibilità riconquistata negli ultimi anni e, pur di fare sponda ad Orban che in Ungheria non rispetta lo stato di diritto, rischia un amaro e costoso isolamento.
Sull’”emergenza migranti”, per adesso, abbiamo ottenuto solo l’effetto contrario e deteriorato i rapporti con Francia e Germania.
Effetto negativo che si ripercuote anche in altri settori vitali, come si evince dall’accordo diretto tra questi due paesi sull’Energia che affossa (definitivamente?) la triangolazione con l’Italia costruita faticosamente nell’ultimo anno.
A breve, in questo clima deteriorato, toccherà alla Legge di Bilancio 2023, che delinea un Paese ancor meno coeso di quanto lo sia adesso.
Altro che patriottismo, unità e sovranità nazionale.
La manovra finanziaria delinea un deterioramento complessivo della società italiana ben lungi dalle dichiarazioni pubbliche del governo e di quanti lo rappresentano.
Si torna indietro.
Soprattutto sul piano civile e culturale, oltre che sociale, rispetto a un modo di intendere lo sviluppo economico incentrato sul lasciar fare che promuove e l’individualismo a scapito della solidarietà, delle risposte strutturali, collettive inclusive.
Questa è la realistica prospettiva se non si mette in movimento, nel Paese, la forza sindacale unitaria, costruttiva e propositiva, rappresentata da CGIL CISL UIL.
La regressione si materializza nel confuso e cattivo utilizzo delle scarse risorse disponibili, in alcune misure che sembrano studiate apposta per favorire l’illegalità, l’evasione e il lavoro nero, come l’aumento del contante a 5 mila euro.

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