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Vacanze, ma non per tutti

Le mitiche ferie sono state una delle più grandi conquiste del movimento sindacale, ma per andare in ferie bisogna avere un lavoro e per andare in vacanza bisogna avere i soldi.
Quante persone non andranno in vacanza perché non possono permetterselo?
Quanti lavoratori e pensionati, pur vivendo faticosamente, non potranno riposarsi andando in vacanza?
Quanti bambini, oltre alla povertà materiale, sono “sconnessi” dalle opportunità esistenziali ed educative che dovrebbero essere assicurate a tutti i fanciulli durante le “vacanze” scolastiche?
Dove stanno le pari opportunità e il merito?
La buona ripresa del turismo è un ottimo segnale da diversi punti di vista, fa bene all’economia, ma può trarre in inganno circa la reale condizione in cui si trova il Paese.
Sia perché una bella fetta di turisti viene dall’estero; sia perché il raffronto tra il 2022 e il 2021 è fortemente condizionato dalla pandemia; sia perché, ai fini del malessere sociale, è più importante concentrare l’attenzione sulla gran massa di cittadini italiani che in vacanza non possono andarci per problemi economici, e ciò nonostante faticano pur riducendo i consumi all’indispensabile.
Precisata questa differenza/disuguaglianza, ancor più triste nel periodo feriale estivo, che i genitori interessati cercano di far pesare il meno possibile sui figli, torniamo con i piedi per terra anche se vediamo lunghe file di auto, stazioni e aeroporti stracolmi di turisti.

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