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Mantenere le distanze e sentirsi più vicini

Siamo ancora nel pieno della lotta a questo maledetto Coronavirus, costretti a reagire nel migliore dei modi e nel contempo a riflettere su come ripartire, anche alla luce degli errori commessi nel campo della sanità pubblica.
Anche in questa tremenda crisi ci rendiamo conto di quanto sia centrale il lavoro, anche umile e sempre faticoso, per curare e assistere dignitosamente le persone che si ammalano; per assistere le persone anziane nella case di riposo; per assicurare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali.
Pur nell’emergenza senza precedenti, che sconta l’inevitabilità di errori e comportamenti sbagliati a tutti i livelli, soprattutto nella fase iniziale del contagio, è confortante constatare che le istituzioni ci sono.
Ce l’ha ricordato ancora una volta il Presidente della Repubblica Mattarella, sottolineando il momento triste che stiamo vivendo, ma per infondere fiducia e speranza.
Certo che possiamo farcela, certo che ce la faremo, il problema serio, più serio ed evidente che mai è come uscirne e ricominciare, tenuto conto che mettere in cassa integrazione o utilizzare il FIS è molto più semplice che riaprire le imprese e riportarle al medesimo livello produttivo di prima.
Se pensiamo al Turismo, per esempio, e a tutte le belle località del nostro stupendo Paese, dal Nord al Sud, vengono i brividi. Torneranno a vivere, anche solo parzialmente, la prossima estate?
La realtà va affrontata e la affronteremo caricandoci la parte di responsabilità che ci compete, restando più vicini possibile alle persone che hanno bisogno di noi.

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